Da Nave al Monte Maddalena
Partenza: alla fine di Via Piedimonte a Nave (240 m)
Dislivello: 604 metri
Tempo di percorrenza: ore 2,30
Nell’abitato di Nave, lungo via Brescia, s’incontrano dei giardini, all’altezza del ristorante “la Ruota” si prende a destra Via S. Cesario e infine Via Piedimonte, alla fine della quale parte il sentiero che è stato dedicato alla memoria di Agostino Brignoli, appassionato di montagna e persona sempre disponibile per le iniziative sociali. Il sentiero attraversa uno spettacolare ambiente montano nel bosco, offrendo bellissimo panorama.
Alla fine di Via Piedimonte, passando fra due case, il sentiero s’inoltra a sinistra subito nel bosco incontrando un capanno di caccia. Si deve fare molta attenzione ai segnali perché in questo tratto vi è una fitta rete di sentierini che intersecano il percorso scendendo verso Nave.
Quando il bosco si dirada, si giunge su un dosso panoramico detto “belvedere” (quota 380 m) che domina l’abitato.
Si sale ancora nella fitta vegetazione dello splendido bosco della Val di Denno prendendo a destra il pianeggiante “senter del Negondo”, importante via di comunicazione dei secoli passati tra Serle e la città.
Si supera la cascina Zubani e il roccolo posto in una radura appena sopra di questa (520 m) da dove si gode una bellissima vista della Valle del Garza e delle montagne che la circondano, si passa tra i prati della cascina Pasotti e Rossi sino a costeggiare la strada asfaltata che sale da Muratello.
Attraversata, si prosegue sul sentiero, ora più ripido, sino a un altro capanno di caccia vicino alla “pozza del Rùer”.
Si sale direttamente nel bosco, riattraversando con molta attenzione la strada incrociando il percorso del “sentiero della resistenza”, s’incrocia a monte la cascina Zarra e si raggiunge nuovamente la strada carrozzabile a quota 725 m.
Attraversata per l’ennesima volta, si percorre un pianeggiante sentiero che va verso la pozza Bresciana ma che si lascia prima di arrivarvi in prossimità del “doss del Brüch” (790 m).
Inoltrandosi nel bosco si sale a sinistra sino a incontrare una larga e ombreggiata stradina acciottolata che porta agevolmente nei pressi dell’ex rifugio ormai abbandonato (844 m).
