Su auspicio del pontefice bresciano Paolo VI (al secolo Giovanni Battista Montini), a ricordo del Concilio Ecumenico Vaticano II, la Curia Vescovile di Brescia nel 1963 incarica l’arch. Bresciano Luigi Salvagni di redigere un progetto per la nuova chiesetta da costruire sulla cima del colle.
La struttura ha forma poligonale su due piani, con copertura a punta di diamante e l’interno illuminato da ampie vetrate che permettono di osservare a est il lago di Garda a nord l’imponente catena delle Alpi e Prealpi lombarde dominate dalla candida piramide dell’Adamello.
La nuova chiesa fu inaugurata e benedetta dal Vescovo Mons. Morstabilini il 5 giugno 1966 e intitolata a “S. Maria Maddalena”, in ricordo dell’antica chiesetta del romitaggio, e divenne ben presto meta preferita dei “roncari” e di gitanti.
Un fortunale violentissimo il 4 ottobre 1984 produsse ingenti danni alle strutture, alla copertura ed infranse quasi tutte le vetrate.
Il 9 luglio 1985 il Vescovo Mons Bruno Foresti, in visita in Maddalena in occasione della tradizionale “Festa della Montagna”, visitando la chiesetta disastrata e abbandonata espresse il desiderio che si provvedesse alla ristrutturazione e al restauro. Aspettativa non delusa.
Gli “Amici della Montagna Gruppo Millenovecento 76” di Brescia, con i responsabili della dipendente “Opera Bresciana delle Chiesette Alpine”, raccoglie l’appello del Vescovo e con la solerte mano d’opera volontaria dei soci riporta a nuova vita la chiesetta apportando anche altre migliorie sia all’edificio sia alle suppellettili, rinnovando interamente tutto l’arredamento e abbellendo di colore l’interno della chiesa con una serie di venti pannelli, dipinti da Eugenio Busi, raffiguranti la vita di Gesù secondo il Vangelo di S. Giovanni, cromie intrise di luce solare della terra in cui compirono il cammino e il sacrificio di Cristo.
A integrazione otto carboncini di Rinaldo Turati evocanti “la Passione”.
Sul terrazzo è posto un pannello di acciaio che fa da riferimento alle cime che l’ampio panorama offre alla vista, dal Monte Rosa all’Adamello, dal Guglielmo al Monte Baldo.
Il porticato sottostante la chiesa viene chiuso e ne risulta un ampio salone che è stato intitolato alla memoria dell’eremita “Frà Tiburzio”, salone che il Gruppo “Amici della Montagna Millenovecento 76”, che ha l’incarico della gestione e manutenzione unitamente alla chiesetta, tiene aperto nei giorni festivi ed è utilizzato quale ritrovo per gli escursionisti ed i gitanti che vi possono liberamente accedere per consumarvi il pranzo al sacco od anche semplicemente per riposare.
Il 13 luglio 1986 il Vescovo emerito di Crema Mons. Carlo Manziana Benedice e riapre al culto la bella chiesetta, riportata a condizioni di piena agibilità e grande decoro e meta continua di gitanti e fedeli che in gran numero salgono sul colle sia d’inverno sia d’estate.
LA PARROCCHIA DI S. GOTTARDO
La parrocchia di S. Gottardo, sotto la dinamica guida del parroco don Arnaldo Morandi, ha assunto la proprietà della chiesetta di S. Maria Maddalena proprio sul Monte Maddalena e del terreno circostante, la cui gestione è stata affidata all’Associazione “AMICI DELLA MONTAGNA Gruppo Millenovecento76“.
Nella chiesetta sarà celebrata la S. Messa la domenica alle ore 17.00 da maggio a settembre.
Il salone “Fra Tiburzio” sarà aperto a disposizione anche dei gitanti e degli escursionisti che saranno i benvenuti e vi potranno mangiare il pasto al sacco.
Altre Messe festive in parrocchia, ogni domenica dell’anno alle ore 09.00 a S. Fiorano (Tomba del cane), alle ore 11.00 a S. Gottardo.
