RIFUGIO GNUTTI
PASSO DEL CRISTALLO
da 1528 m. a 2885 m. s.l.m.
Sentieri: n. 23 e n. 31
Dislivello: 1357 m
Rapporto Elaborato dal Vice Presidente Diego Lorenzini
L’escursione al Rifugio Gnutti (2166 m.) messa in programma, per il 19 e 20 settembre 2009 dalla nostra Associazione, è iniziata con sveglia alle 06.00 del sabato e ritrovo a Concesio – BS.
Le previsioni meteorologiche non davano grande affidamento alle giornate scelte, di conseguenza al luogo d’incontro ci siamo ritrovati in cinque temerari: Giancarlo (il Presidente), io, Diego (il vice), Fulvio (un consigliere), Gaetano e Nicola, due nuovi giovani amici entusiasmati dal proposito.
Si parte con l’autovettura per circa 97 km in direzione media Val Camonica.
Arrivati in Val Malga (m. 1528) raggiungiamo Ponte del Guat, nel territorio del Comune di Sonico (BS) e parcheggiamo nel luogo in cui finisce la strada asfaltata dove si può trovar posto per una dozzina di auto.
Calzati gli scarponi e zaini in spalla ha inizio la camminata verso la meta.
Nel primo tratto troviamo una strada sterrata ben tenuta, la percorriamo per una decina di minuti fino a raggiungere sulla destra la Malga Premassone (1585 m.) dove, grazie ad un ponte, si attraversa sulla sponda sinistra il torrente Remulo.
Seguiamo sempre la strada sterrata che ora diventa pavimentata con delle pietre cementate riportandoci adesso, attraversando un secondo ponte, sul lato destro del torrente.
Dopo circa un quarto d’ora di mulattiera si raggiunge Malga Frino (1695 m.) e, poco più avanti, s’incontra un enorme blocco di pietra sul quale è stata posta una statua Mariana.
Da Malga Frino termina anche la mulattiera e inizia, nella vegetazione di rade conifere , un sentiero abbastanza scorrevole e percepibile che s’intreccia con il torrente.
L’appetito non ci manca e decidiamo di fare una sosta per una colazione con pane e salame.
Riprendiamo, e dopo pochi minuti di cammino la vegetazione di alto fusto si fa sempre più rada e il sentiero abbandona sulla sinistra il torrente, si arrampica tra cespugli di rododendro sul versante alla nostra destra, sale in un primo momento abbastanza ripido tra i massi quindi, dopo alcuni tornanti, riprende con un tratto pianeggiante.
Una piccola sosta ci fa notare sulla nostra sinistra una spettacolare cascata che scende tra le rocce con il suo affascinante fragore e in alto vediamo il rifugio Baitone (2283 m.).
Quando il sentiero ricomincia a salire iniziano le famose “scale del Miller” le proseguiamo piuttosto faticosamente su un tracciato creato con pietre composte a gradoni abbastanza ripidi: buona parte del tracciato è bagnato dall’acqua che scende dalla montagna rendendo un poco arduo il cammino.
Dopo un lungo e impegnativo zigzagare, arriviamo finalmente alla sommità del gradone glaciale (2050 m.), il sentiero prosegue sulla demarcazione di una fenditura dove in basso a sinistra scorre il torrente, poco più avanti s’incontra sulla destra un grande Crocefisso nei pressi del quale ci fermiamo per una meritata pausa aspettando il gruppo e cogliamo l’occasione per scattare alcune fotografie al panorama che davanti a noi si apre con la spettacolare vista della Val Miller chiusa in fondo, dalle cime dei Corni Macesso (2864-2955 m.), del Prudenzini (3018 m.), del Corno Remulo (2959 m.), del Corno Miller ( 3.373 m.) e della Cima di Laghetto (3365 m.), l’anticima sud-occidentale dell’Adamello (3554 m.).
Riprendendo il cammino e sbuchiamo improvvisamente nella parte meno ripida della valle del Miller e proseguiamo raggiungendo il bivio del sentiero n. 86 che porta al passo di Coppo, seguiamo il torrente a volte nascosto da pietraie e spostandoci sulla sinistra della vallata raggiungiamo ed oltrepassiamo le baite della malga Miller.
Dopo circa Dieci minuti raggiungiamo finalmente il Rifugio Serafino Gnutti, dove ad attenderci troviamo i gestori Domenica e Davide (marito e moglie) Che con esemplare ospitalità ci accolgono preparandoci un ottimo pasto.
Due parole vanno spese per encomiare la gestione del Rifugio Gnutti: Il Rifugio è dedicato alla memoria della Medaglia d’Oro, Sottotenente degli Alpini, Serafino Gnutti, eroico combattente caduto in Albania nel gennaio 1944.
E ‘stato realizzato nel 1975 dalla sezione CAI di Brescia, riadattando un vecchio fabbricato dell’ENEL; posto nella valle del Miller presso l’omonimo laghetto è attrezzato di ventiquattro posti letto nei locali sottostanti la zona ristoro e ventidue nel sottotetto, offre un servizio di alberghetto da metà giugno a metà settembre ed è dotato di bivacco invernale sempre aperto ricavato nella piccola cabina elettrica posta a lato del rifugio che sembra apparire come una piccola chiesetta.
La sua onorata gestione è affidata ormai da anni alla sig.ra Maria Domenica Madeo Fiorani, premiata con Medaglia d’Oro come amico della montagna per meriti speciali dalla nostra Associazione nel 2005.
Il Rifugio è dotato di energia elettrica e di telefono (tel. 0364/75107).
Passiamo a noi che dopo esserci rifocillati, usciamo per una breve escursione dirigendoci, dietro i consigli di Davide, verso il Corno Miller imboccando il sentiero n. 23 Che si snoda all’inizio sopra un canale artificiale costruito per il passaggio delle acque della diga Baitone, arrivando in una zona pianeggiante erbosa e umida denominata il “Pantano”.
La giornata non è delle migliori: dal cielo coperto di nubi inizia scendere una leggera pioggerella che ci invita a togliere le giacche impermeabili dallo zaino.
Giancarlo e Fulvio decidono di far ritorno al rifugio, mentre io (Diego), Gaetano e Nicola proseguiamo e ci inoltriamo per un bel pezzo sul sentiero che, dopo essersi fatto leggermente pianeggiante, ci porta alle sorgenti del torrente per poi farsi ripido inerpicandosi in mezzo a delle pietraie: siamo ai piedi del Corno Miller.
Immersi nelle nuvole, decidiamo di rientrare perchè il tempo si fa sempre più minaccioso e l’ora è già tarda.
Rientriamo al rifugio, dove ci attende una doccia calda e un’appetitosa cena che ci coccola fino alle brande; una bella dormita ci manda nel mondo dei sogni, spesso e volentieri spezzati dal costante russare di Giancarlo (che la prossima volta sarà relegato nel bivacco esterno!).
All’indomani la giornata ci regala un cielo inaspettatamente sereno che ci aiuta nella scelta della meta che si decreta con l’escursione al Passo Cristallo (2885 m.)
Iniziamo la camminata imboccando nuovamente il sentiero n. 23 fino a quando troviamo un bivio con l’indicazione del Passo sulla sinistra, quindi abbandoniamo il n. 23 e prendiamo il sentiero n. 31.
Ci inerpichiamo prima su un sentiero ben visibile nel pendio erboso, a metà del quale ci fermiamo per riempire le borracce di acqua fresca ad una delle tante sorgenti, poi, seguendo la segnaletica, raggiungiamo un grosso segnavia costruito con pietre di oltre 2 m. d’altezza.
L’escursione di Giancarlo e di Fulvio si ferma qui, io ed i due nuovi amici proseguiamo per la meta prefissata e più saliamo più il panorama si fa incantevole; procediamo saltellando su grosse pietre di granito ed osserviamo con attenzione la segnaletica del sentiero, ma non possiamo comunque sbagliare perché intuiamo il Passo tra il corno del Cristallo sulla sinistra (2988 m.) e cima Plem sulla destra (3187 m.).
Arrivati!
E’ immensa la vista dal Passo Cristallo verso la valle del Baitone: dal corno delle Granate a tutto l’arco dei monti che coronano l’alta conca del Baitone, si vede chiaramente anche il rifugio Tonolini con i suoi splendidi laghetti che, volendo e con molta precauzione, si potrebbe raggiungere discendendo il ripido sentiero che inizia con dei corrimano in catena d’acciaio.
Sostiamo per una meritata pausa per dissetarci e rifocillarci con un po’ di frutta e cioccolata, ci godiamo gli attimi meravigliosi che sono premiati da un’aria frizzante e un sole ancora caldo, mentre gli sguardi sono sempre rivolti all’orizzonte.
Ci dedichiamo allo scatto di qualche foto ricordo e prepariamo gli zaini per la via del ritorno.
Il sentiero è lo stesso e dopo circa due ore ci ritroviamo con il resto della compagnia con le ginocchia sotto un tavolo e un delizioso risotto ai porcini nel piatto.
Dopo aver mangiato e ben bevuto, riserviamo ai gestori del rifugio un affettuoso saluto con tanto di foto ricordo del gruppo e ci incamminiamo lungo la via del ritorno.
Decidiamo di scendere dal versante opposto a quello della salita e attraversare il Passo del Gatto passando dal rifugio Baitone evitando a ritroso le famose scale del Miller.
Scendiamo a destra della valle percorrendo uno stretto sentiero a mezza costa che presenta nei tratti più esposti alcune catene passamano; da qui il panorama è splendido: volgendo lo sguardo a monte, oltre alle magnifiche cime si vede il sentiero dell’ascensione, il torrente con la sua cascata ed accanto si scorge la ripida scalinata; il panorama è splendido anche a valle dove si può scorgere il Ponte del Guat, nostro punto di partenza.
Arriviamo al rifugio Baitone e attraversiamo l’omonimo laghetto sull’imponente muraglione della sua diga per poi immetterci su una comoda mulattiera.
Dopo un’ora e mezza circa arriviamo a destinazione, affaticati ma piacevolmente appagati per aver trascorso due giorni di cammino indimenticabili.
